Home    |    Webcam Live    |    Infoitalia Servizi    |    Contatti    |    Forum    |    Galleria    |    Area Soci MeteoWeb    |    Archivio MW
Infoitalia Servizi srl
NEWS:   30/07/2010     22:04 - Galapagos, Unesco: "Non sono più in pericolo"          30/07/2010     22:00 - Forti temporali al centro Italia          30/07/2010     21:00 - Piogge incredibili in Toscana          30/07/2010     20:30 - Tanta paura a Ischia per 2 trombe d'aria          30/07/2010     19:45 - Caldo record in Finlanda, picchi di +37°C          30/07/2010     18:37 - Le massime di oggi in Italia          30/07/2010     18:34 - Caldo record non dà tregua alla Russia         


MeteoWeb
Chi siamo
Strumenti Meteo
Associazione Onlus
Previsioni live
Meteo Comuni
Convegni
Progetto Pollino
Camigliatello live
Rete Stazioni Meteo
Galleria
MeteoWebTV
Pluviometro per te
Area Soci
Links
Contatti
Statistiche

NowCasting
Satelliti
Situazione
Fulmini e Temporali
Radar
Mappe
MeteoWeb-Map
Cosenza Lam
Spaghetti
Climatologia
Mari e Venti
Meteo America
Zero Termico
Indice di Calore

MeteoNotiziario
Previsioni
Ultim'ora
Avvisi
Analisi e Situazione
Climatologia
Fenomeni violenti
Mari e Venti
Primi passi Meteo
Reportage

Approfondimenti
Il Tempo Negli Stadi
Meteo nel Mondo
Celtic Sky
Meteo Mediterraneo
Freddo e Neve
Scilla & Cariddi
Estremi mondiali
Montagna
Codice da Meteo
Weather Italy
Meteo Cosenza
Meteo nord/ovest
Meteo sud/est
Meteo App. Lucano
Meteo Toscana

Rubriche
Ambiente
21.12.2012
Vancouver 2010 
Terremoto 1908
Geografia
Astronomia
Geovulcanologia
Botanica
Scienze di base
Animali
Poesie
Salute


Climatologia
Caldo record nell’Europa meridionale per la prossima estate ?
Quando la meteorologia diventa un fenomeno da baraccone
L’incognita più interessante arriva dai vulcani
a cura di Peppe Caridi
 
 
"Sistemati" i ghiacci artici, adesso è il turno dell’estate: è infastidita dai soliti brusii catastrofisti che oggi ne annunciano un caldo record.

Guai a lamentarci se la meteorologia viene vista, più come una scienza, che come un fenomeno da baraccone.
E guai a lamentarci se i meteorologi sono considerati più o meno demagoghi.
Non ci aiutiamo, anzi, facciamo di tutto per farci ridere in faccia: amiamo una scienza complessa, difficile, inesatta e ancora agli albori. Servirebbe un approccio cauto, equilibrato e professionale.
Invece di concentrarci sul tempo che farà domani e dopodomani (bella domanda!), ci lanciamo in proclami stagionali, quasi sempre catastrofisti.

Tony Barnstone, direttore del Dipartimento previsioni climatiche dell’Iri (International research institute for climate and society della Columbia university), in un’intervista esclusiva a Focus, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori in edicola questo mese, ha annunciato caldo record, soprattutto al sud, in Sicilia, e nelle maggiori città Italiane. Anche la primavera si prepara a farci sudare. E sul clima si abbatte l’incognita dell’eruzione dei vulcani, in particolare le probabili eruzioni in Alaska e Russia.

Focus ha lanciato un’anticipazione della notizia, in cui Barnstone dice "secondo noi il caldo crescerà soprattutto tra giugno e agosto, quando aumenteranno ancora le possibilità che si registrino temperature più elevate, soprattutto al Sud dell’Europa, in Sicilia, così come in Nord Africa e nei Paesi del Medio Oriente: da Israele alla Siria. Ci saranno ondate di calore in tutti i maggiori centri urbani e sulla Sicilia".

Questa dei centri urbani, poi, ce la dovrà spiegare ancora meglio: il caldo sarà accentuato, com’è normale che sia (e com’è ogni giorno) dalle isole di calore, oppure arriveranno masse d’aria più calde solo sulle città?
Boh: ai posteri l’ardua sentenza.

Le agenzie parlano di previsioni in cui la primavera dovrebbe registrare temperature più alte della media di stagione: "tenendo conto di alcuni fattori come effetto serra, temperature delle acque del Mediterraneo e dati inviati dai satelliti - spiega Barnstone - abbiamo calcolato che ci sono 45 possibilità su cento che già fino a maggio le temperature siano più calde della media".

Capito? Al 45% farà più caldo.
Quindi al 55% farà più freddo.
E tutto ciò diventa: "la primavera ci farà sudare, farà più caldo delle medie".

Molto più serio e interessante, invece, l’approfondimento geo/climatico.
Sulle previsioni climatiche di lungo periodo si abbatte, infatti, una nuova incognita legata ai vulcani. Secondo Focus due vulcani dell’Alaska (Redoubt e Cleveland) e cinque della penisola di Kamchatka in Russia, rischiano di esplodere contemporaneamente con la loro massima energia, alterando in questo modo per qualche anno il clima dell’emisfero nord.

I vulcani in questione si trovano da alcuni mesi in uno stato di allerta tra il giallo e l’arancio: ciò significa che potrebbero eruttare presto. E poichè si tratta di vulcani che nascono dallo scontro della placca oceanica con quella americana e asiatica, sono di tipo esplosivo: l’energia dell’eruzione può proiettare le ceneri e i gas emessi fin nella stratosfera, dove rimarrebbe a lungo. Queste sostanze schermerebbero i raggi solari facendo raffreddare la superficie terrestre.



INSERISCI IL TUO COMMENTO
titolo:
testo:
firma:   
Stampa  |   Torna alla Home page   |  Torna agli Articoli

Pillola del giorno
Il primato del caldo? Nel tardo Medioevo


5x1000

Webcam Live
 
Vedi Webcam

Le aziende di Strettoweb

StrettoWeb
Missione
Partners
Credits
Contatti
Statistiche
No Profit








MeteoWeb.it - Giornale online registrato al Tribunale di Reggio Calabria, n° 12/2010 - © MeteoWeb.it 2003-2010
 Tutti i diritti sono riservati. Sono vietate le riproduzioni del sito, anche parziali. | by Infoit.it
Infoitalia Servizi srl. C.F. 04307700379   |   P.IVA 02095920803   |   REA n° RC-134906   |   Capitale sociale 10.200 euro
Si precisa che i contenuti previsionali presenti nel sito sono elaborati da appassionati di meteorologia e non da professionisti facenti parte di enti/organizzazioni in grado di emettere bollettini con il crisma dell’ufficialità. Pertanto MeteoWeb Onlus non è responsabile per qualsiasi danno materiale e morale occorso a persone, animali o cose quale conseguenza di previsioni eventualmente errate o erroneamente interpretate dagli utenti. info@meteoweb.it