"Sistemati" i
ghiacci artici, adesso è il turno dellestate: è infastidita dai soliti brusii catastrofisti che oggi ne annunciano un caldo record.
Guai a lamentarci se la meteorologia viene vista, più come una scienza, che come un fenomeno da baraccone.
E guai a lamentarci se i meteorologi sono considerati più o meno demagoghi.
Non ci aiutiamo, anzi, facciamo di tutto per farci ridere in faccia: amiamo una scienza complessa, difficile, inesatta e ancora agli albori. Servirebbe un approccio cauto, equilibrato e professionale.
Invece di concentrarci sul tempo che farà domani e dopodomani (bella domanda!), ci lanciamo in proclami stagionali, quasi sempre catastrofisti.
Tony Barnstone, direttore del Dipartimento previsioni climatiche dell
Iri (International research institute for climate and society della Columbia university), in unintervista esclusiva a
Focus, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori in edicola questo mese, ha annunciato caldo record, soprattutto al sud, in Sicilia, e nelle maggiori città Italiane. Anche la primavera si prepara a farci sudare. E sul clima si abbatte lincognita delleruzione dei vulcani, in particolare le probabili eruzioni in Alaska e Russia.
Focus ha lanciato unanticipazione della notizia, in cui Barnstone dice
"secondo noi il caldo crescerà soprattutto tra giugno e agosto, quando aumenteranno ancora le possibilità che si registrino temperature più elevate, soprattutto al Sud dellEuropa, in Sicilia, così come in Nord Africa e nei Paesi del Medio Oriente: da Israele alla Siria. Ci saranno ondate di calore in tutti i maggiori centri urbani e sulla Sicilia".
Questa dei centri urbani, poi, ce la dovrà spiegare ancora meglio: il caldo sarà accentuato, comè normale che sia (e comè ogni giorno) dalle isole di calore, oppure arriveranno masse daria più calde solo sulle città?
Boh: ai posteri lardua sentenza.
Le agenzie parlano di previsioni in cui la primavera dovrebbe registrare temperature più alte della media di stagione:
"tenendo conto di alcuni fattori come effetto serra, temperature delle acque del Mediterraneo e dati inviati dai satelliti - spiega Barnstone -
abbiamo calcolato che ci sono 45 possibilità su cento che già fino a maggio le temperature siano più calde della media".
Capito? Al 45% farà più caldo.
Quindi al 55% farà più freddo.
E tutto ciò diventa:
"la primavera ci farà sudare, farà più caldo delle medie".
Molto più serio e interessante, invece, lapprofondimento geo/climatico.
Sulle previsioni climatiche di lungo periodo si abbatte, infatti, una nuova incognita legata ai vulcani. Secondo Focus due vulcani dellAlaska (
Redoubt e
Cleveland) e cinque della penisola di
Kamchatka in Russia, rischiano di esplodere contemporaneamente con la loro massima energia, alterando in questo modo per qualche anno il clima dellemisfero nord.
I vulcani in questione si trovano da alcuni mesi in uno stato di allerta tra il giallo e larancio: ciò significa che potrebbero eruttare presto. E poichè si tratta di vulcani che nascono dallo scontro della placca oceanica con quella americana e asiatica, sono di tipo esplosivo: lenergia delleruzione può proiettare le ceneri e i gas emessi fin nella stratosfera, dove rimarrebbe a lungo. Queste sostanze schermerebbero i raggi solari facendo raffreddare la superficie terrestre.