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John Beddington, consulente del Governo Britannico, annuncia scenari catastrofici in tutti gli aspetti sociali, "per colpa del cambiamento climatico"
"Fine del mondo tra 20 anni per colpa dei cambiamenti climatici": Beddington Re dei catastrofisti
Ecco come l’ANSA, prestigiosa agenzia nazionale, riporta la notizia. Preferiamo evitare ulteriori riflessioni, le parole di Beddington si commentano da sè
a cura di Redazione MeteoWeb
John Beddington
John Beddington
di Carolina Stupino - ANSA - Carenza di cibo, acqua ed energia, disastri ambientali, guerre e migrazioni di massa: la fine del mondo e’ alle porte e si abbattera’ su di noi entro il 2030.

E’ questa la ben poco rassicurante previsione fatta dallo scienziato capo del governo britannico John Beddington, secondo il quale i cambiamenti climatici e l’aumento della popolazione mondiale stanno per dare vita ad una "perfetta tempesta" globale che sconvolgera’ il pianeta.

Nel suo intervento ad una conferenza sullo sviluppo sostenibile tenutasi oggi a Westminster, Beddington ha affermato che entro quella data il mondo si trovera’ ad affrontare una crisi globale senza precedenti, con 8,3 miliardi di persone costrette a contendersi risorse energetiche, alimentari e idriche, sempre piu’ scarse anche a causa dei cambiamenti climatici.

"Ci avviciniamo ad una perfetta tempesta nel 2030, perche’ tutti questi fattori stanno operando insieme. Se non affrontiamo il problema, dobbiamo aspettarci una grande instabilita’ a livello globale, un aumento delle rivolte e dei disordini e problemi con le migrazioni di massa, quando la gente lascera’ i luoghi dove il cibo e l’acqua vengono a mancare", ha detto Beddington, esperto sull’utilizzo sostenibile delle energie rinnovabili che prima di assumere l’incarico di scienziato capo del governo era professore di biologia applicata alle popolazioni presso l’Imperial College di Londra.

Secondo lo scienziato, le riserve globali di cibo sono gia’ cosi’ scarse - circa il 14% del consumo annuale - che potrebbero essere compromesse da un grave episodio di siccita’ o da grandi alluvioni.

"Le nostre riserve hanno toccato il livello piu’ basso dagli ultimi 50 anni ed entro il 2030 dovremo produrre il 50% di cibo in piu’. Allo stesso tempo avremo bisogno del 50% di energia in piu’ e del 30% in piu’ d’acqua. E non si puo’ pensare di risolvere un problema senza prendere in considerazione gli altri. E’ necessario affrontarli tutti insieme", ha detto lo studioso, secondo il quale anche l’Europa dovrebbe seguire l’esempio degli Usa, dove il presidente Barack Obama si e’ dotato di una squadra di scienziati come consulenti in questioni riguardanti la scienza, l’ambiente e l’energia. A causa del surriscaldamento globale, afferma lo scienziato, l’Europa settentrionale diventera’ uno dei centri principali per la produzione di cibo, mentre in altre aree diventera’ sempre piu’ difficile coltivare. Alla luce di questo, ridurre la percentuale di prodotti agricoli che ogni anno viene persa a causa di parassiti e malattie - attualmente il 30-40% della produzione mondiale - e’, secondo Beddington, un fattore cruciale per evitare una carestia a livello globale. A questo scopo, sostiene lo scienziato, e’ necessario sviluppare tecnologie agricole piu’ avanzate e gli Ogm potrebbero rappresentare una soluzione.

"Abbiamo bisogno di piante resistenti alla siccita’ e alla salinita’ e per ottenerle possiamo utilizzare sia gli incrocio convenzionali che la modificazione genetica", ha detto.
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John Beddington



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